Alessandro Di Battista non si ricandida ma continuerà a fare politica.

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Alessandro Di Battista, uno dei piu’ amati portavoce del Movimento Cinque Stelle (M5S) ha annunciato due giorni fa’ che non si ricandiderà alle prossime elezioni. Si dedicherà al figlio, a viaggiare, a scrivere un libro e a fare politica fuori dal palazzo e dalle istituzioni. Il pentastellato però non lascerà la politica. Lo aveva detto ad Annalisa Cuzzocrea de La Repubblica ad inizio ottobre: «Lasciare la politica? “Ma figuriamoci!”». Anche perché a Di Battista rimane ancora un mandato pieno. I 5 Stelle hanno infatti la famosa regola dei due mandati, che Di Battista ha spiegato vanno intesi come un arco temporale di dieci anni per fare politica.

Intanto su Facebook si scatena la rivolta: “Dibba non te ne andare” scrivono in molti chiedendogli di riflettere bene sulla sua decisione. “Alessandro per favore ripensaci! Il movimento ha bisogno di te!”, si legge. E ancora: “E’ un colpo al cuore”, “Non ci puoi fare questo”, “Non ci abbandonare”.

Cosi oggi Alessandro di Battista, tranquillizza tutti dal suo profilo Facebook riassicura tutti che non si ricandida ma continuerà a fare politica.

“A tutti coloro che mi hanno scritto dimostrando comprensione e rispetto dico grazie. E’ meraviglioso sentire tutto questo affetto. Allo stesso tempo è davvero incredibile osservare le reazioni che questa mia scelta ha provocato.
C’è chi prova dolore, addirittura dolore. Io questa cosa la prendo come un grande attestato di stima. Proviamo a tornare indietro di 5 anni. Avreste mai pensato che si potesse dire a un “parlamentare” che sceglie di non ricandidarsi “non lo fare, ti prego ripensaci”? Pensate se lo stesso annuncio lo facesse Formigoni! Questo è il segno della rivoluzione che ha portato il Movimento nella politica italiana. Cittadini nelle Istituzioni! E comunque io ci sono e ci sarò sempre, piuttosto datemi una mano per la campagna elettorale perché ce la possiamo fare ad andare al Governo e il nostro programma è un programma eccezionale.
Agli intellettuali, ai politologi, agli opinionisti pagati – nonostante non ne abbiano mai azzeccata una in vita loro – a coloro che fanno dietrologie, che pensano a 1000 strategie, a 1000 motivazioni segrete dietro la mia scelta dico di uscire dal loro mediocre conformismo e di provare a respirare un po’ di aria pura. Avrete anche avuto a che fare negli ultimi decenni con “onorevoli” abbullonati alle poltrone, pronti a vendersi l’anima al diavolo o a un boss della malavita pur di essere rieletti, ma questo non vi autorizza a ritenerci tutti uguali. Forse voi siete uguali a quelle cariatidi politiche perché ragionate come loro. Non è così, qui nel Movimento la pensiamo differentemente.
Agli avversari politici che mi scrivono o che hanno dichiarato “peccato, ti avrei voluto rivedere alla Camera” dico che continuerò con le mie stesse identiche battaglie, solo che le farò fuori dal Parlamento sperando che molti di loro, nei prossimi mesi, non per scelta personale ma per decisione del Popolo italiano, possano raggiungermi!
P.S. Domani esce il libro che ho scritto sulla mia decisione, sulla paternità e su quanto si possa fare politica nelle Istituzioni e anche fuori da esse. Si chiama “Meglio Liberi”, più tardi pubblico la copertina.
P.P.S. Sto facendo i conti delle mie ultime restituzioni. Poi vi darò la cifra esatta. Spero che, almeno stavolta, mi crederanno tutti.”
Alessandro Di Battista.

In molti appoggiano apertamente la sua scelta di fermarsi: “Bravo Alessandro, un figlio ti cambia la vita x sempre e deve essere una priorità”. E ancora: “Sei un ragazzo splendido e sarai un papà ancora migliore! Complimenti, per il tuo coraggio”. Insomma, nonostante il dispiacere per la scelta di Di Battista, i militanti sono tutti dalla sua parte e a confortarli è una certezza: “Sarà un arrivederci…”.