Batterie e rete nel futuro energetico dell’Australia

Il Sud Australia investe sui sistemi di accumulo energetico

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A metà strada tra i produttori ed i distributori di elettricità sta nascendo anche in Australia un terzo mercato, quello dei sistemi di accumulo di energia il cui compito è quello di rendere affidabile la rete elettrica in presenza di un uso massiccio di fonti rinnovabili.

La recente chiusura della centrale elettrica a carbone di Hazelwood (nello stato del Victoria) ha spostato l’enfasi energetica fuori dalle fonti fossili ed in favore di una produzione distribuita sul territorio, facendo diventare importati (e profittevoli) le tecnologie di stoccaggio elettrico intelligente. L’anno scorso lo stato del Sud Australia ha prodotto il 53% di elettricità col solare e l’eolico, ma la Deutshe Bank ha calcolato che in un decennio la percentuale potrebbe arrivare al 95%. Per questo motivo il governo di Adelaide sta investendo alla grande in un sistema intelligente di batterie in rete.

Novanta ditte, sia Australiane che estere, hanno fiutato l’affare ed hanno partecipato al recente appalto per costruire (entro fine anno) un sistema di accumulo da 100MW/100MWh. Si tratterà di una degli impianti di “storage” più grandi al mondo e potrà evitare di costruire un’eventuale centrale a gas da usare come back-up. Oltre a sopperire alla volatilità del mercato di energia rinnovabile, con le batterie si otterrebbe anche il vantaggio ulteriore di aver una risposta immediata alle emergenze, cosa che non è possibile ottenere con le grandi turbine a gas.

Al momento ci sono anche 1000 case che usano batterie installate a prezzo agevolato dalla ditta AGL per formare una Centrale Elettrica Virtuale in cui l’energia prodotta dai pannelli solari installati sul tetto viene conservata e distribuita. Il governo federale ha finanziato questo progetto pilota con un contributo di 5 Milioni di dollari, un quarto del costo totale.

Altre esperienze di stoccaggio sperimentate in Europa non sono al momento realizzabili in Sud Australia in quanto il distributore statale SAPN rifiuta acquistare l’eccedenza energetica dalle batterie delle auto elettriche affermando che questa pratica potrebbe destabilizzare la rete elettrica. Ma sarà poi vero?