Caso Giachetta, Presidente CGIE, Schiavone, risponde al’interrogazione di Preabianca M5S CGIE

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CASO INCA, la risposta del Presidente CGIE Schiavone all’interrogazione dell”M5S:
Egregio Consigliere Matteo Preabianca

Anch’io come tutti i consiglieri die CGIE e i presidenti dei Comites
abbiamo ricevuto la documentazione inviata dal signor Marco Tommasini, il quale
richiama ancora il CGIE ad esprimersi e/o intervenire sulla questione INCA Zurigo.

Devo informarTi che la questione sollevata dal signor Marco Tommasini è stata ampiamente
trattata dal CGIE nell’assemblea plenaria del 27 – 29 novembre 2013 e fu oggetto di un
ordine del giorno approvato all’unanimità e inviato ai due rami del parlamento.

Allo scrivente, consigliere in rappresentanza della comunità italiana in Svizzera, risulta che
nella passata legislatura sia il MAECI sia i parlamentari della circoscrizione estero, On. Franco Narducci,
On. Gianni Farina e il Senatore Claudio Micheloni, sono intervenuti a varie riprese per recuperare risorse
pubbliche a favore delle famiglie coinvolte nella fattispecie, sia per mettere in atto nuovi accorgimenti
legislativi a protezione dei cittadini italiani che potrebbero trovarsi in analoghi raggiri.
Il MAECI, su sollecitazione del parlamento, ha fatto la sua parte intervenendo almeno nei primi mesi con
contributi recuperati dal capitolo assistenza diretta agli italiani all’estero e per assumere un avvocato
in difesa delle famiglie.

Allo stato attuale sembra che un buon numero di famiglie coinvolte in questa assurda e disumana situazione
abbia, comunque, recuperato il maltolto. Tra questi la famiglia Tommasini. Siamo a conoscenza del diversi interventi
promossi dal Signor Marco Tommasini sia nei media di lingua tedesca, sia In quelli di lingua italiana come anche di
interviste a programmi televisivi, che hanno aiutato ad attirare l’attenzione sul caso in questione.
La notizia merita tutta l’attenzione umana e la solidarietà sia per la gravità, sia per le conseguenze causate.
Su questi aspetti il CGIE si è già espresso e ha fatto il necessario. (allegati due documenti al riguardo)

Nella sintesi del Signor Marco Tommasini, allegata alla Tua email, è indicata anche la data dell’imminente sentenza del
Tribunale amministrativo di Roma. Dunque fra tre mesi si conosceranno l’esito dell’indagine e la sentenza del TAR
e finalmente sarà la giustizia a decidere e ad esprimere la sentenza.

Personalmente, l’anno scorso durante un’assemblea organizzata dal Comites dei Basilea,
ho avuto modo di dire al Signor Marco Tommasini, presente il Console Michele Camerota,
che il CGIE avrebbe ancora potuto sollecitare il parlamento e pensando all’evoluzione
della questione, posso anche immaginare che il Presidente del CQIE al Senato, non sia stato a guardare.

Consigliere Matteo Preabianca sono convinto che anche Lei, da questa brevissima risposta, avrà intuito
che il CGIE non rifugge dalle sue responsabilità in materia di diritti e di rappresentanza degli italiani all’estero,
anzi, e che lo stesso ripone piena fiducia nella magistratura, che dopo aver completato il suo lavoro ed avrà acquisito
gli elementi per giudicare potrà ripristinare la verità e ripianare il dolo.

Colgo l’occasione per ringraziarTi per aver rimesso la questione all’attenzione di tutti i consiglieri e per avermi
dato l’opportunità di ricordare quei pochi elementi di cui , almeno io, sono a conoscenza.

Cordiali saluti