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Questa sera, l’on. Luigi Di Maio parlerà a Harvard, la celeberrima università con sede negli USA. L’intera struttura operativa del M5S ha enfatizzato molto l’evento contribuendo a creare nell’opinione pubblica una idea totalmente distorta e falsificata della realtà.
L’evento, viene presentato da molti come una “lectio magistralis” dell’onorevole Di Maio, da altri come un riconoscimento da parte dell’università nei riguardi del deputato, e infine altri lo presentano come un riconoscimento dell’università di Harvard nei confronti di chi guiderà il paese tra qualche mese.

L’evento, è stato organizzato, finanziato e sponsorizzato da una organizzazione che si chiama Europeyeslab con sede nel nostro continente. In questa organizzazione si iscrivono tutti gli studenti europei che studiano o hanno studiato nell’università di Harvard. In quanto iscritti hanno il diritto di poter usufruire di una palestra per la durata di un’ora per alcuni giorni del mese. Si tratta, di un incontro organizzato da studenti per studenti, ai quali è stato comunicato che verrà presentato il leader politico della più importante forza di opposizione in Italia.
Qui di seguito, la presentazione della serata a cura della giornalista italiana Stefania Spatti che gestisce l’ufficio stampa e presentazione dell’evento in lingua italiana.
Ecco come viene presentato.

L’Associated Press ha presentato l’evento:
2 maggio 2017 19:34
AP
E’ un gruppo di ricercatori e studenti europei della Harvard Kennedy School (HKS), prestigiosa scuola di pubblica amministrazione parte dell’omonima università di Cambridge (Massachusetts), ad avere voluto e organizzato la conversazione in calendario domani con Luigi di Maio.

Riuniti nel ‘Yes Europe Lab’, un laboratorio di azione civica paneuropeo che non è parte del framework istituzionale di Harvard ma che è stato creato da europei che frequentano l’ateneo, quei ricercatori e studenti hanno voluto mettersi in contatto con il leader del Movimento 5 Stelle nonché vicepresidente della Camera per due motivi: “Perché siamo interessati agli esperimenti e la piattaforma del M5S, con tutti i limiti che ha, è un esperimento interessante per la democrazia ma soprattutto perché abbiamo molto a cuore l’Europa e siamo molto preoccupati del suo futuro”, ha spiegato ad America24 Nicolas Miailhe, un francese parte di ‘Yes Europe Lab’.

Con l’intento di “mostrare coraggio nel coinvolgere chi ha punti di vista molto diversi dai nostri, altrimenti siamo destinati a fallire,” e di avviare una conversazione sul futuro dell’Europa, ‘Yes Europe Lab’ non crede semplicemente al progetto europeo: “Ne siamo appassionati e facciamo di tutto per una coesione europea più profonda”, ha continuato Miailhe. Perché per questo spin-off di Harvard, hanno aggiunto gli italiani Gianfranco Gianfrate e Valerio Riavez, “l’Europa si trova a un bivio”. E nonostante non manchino le fonti di preoccupazione, dalle conseguenze della Brexit a un’eventuale vittoria alle elezioni presidenziali francesi della candidata anti-euro Marine Le Pen, “nell’era Trump l’Europa dovrebbe trovare la forza per essere ancora più unita e potente”.
Secondo Miailhe, “se il M5S porta avanti il piano di un referendum per uscire dall’Euro, l’Ue rischia di sfaldarsi”. E “l’effetto domino di un’uscita dell’Italia probabilmente sarebbe la fine dell’Ue nella sua forma attuale”. Il ricercatore della Harvard Kennedy School è convinto, come i suoi colleghi parte di ‘Yes Europe Lab’, che “non ci sia un futuro per l’Italia fuori dall’Europa e non ci sia un futuro dell’Europa senza Italia”.

Di questo e altro si parlerà domani, quando in Italia sarà mezzanotte, all’evento intitolato: “Capire il Movimento 5 Stelle e il ruolo della democrazia diretta in Italia”. All’appuntamento, per il quale HKS fornisce supporto amministrativo e logistico agli organizzatori, non si discuterà solo di come la rivoluzione digitale stia condizionando il modo in cui la democrazia funziona e si manifesta; o di come i nuovi media condizionano l’interazione tra politici, tecnocrati, esperti e cittadini. ‘Yes Europe Lab’ trasmetterà gli sforzi per “aiutare a sviluppare la prossima generazione di leader paneuropei che, senza arroganza, possano fare le mosse necessarie per una coesione a livello continentale. Non sarà facile, sarà un processo a tratti lento ma è una questione generazionale”. ‘Yes Europe Lab’ preme per uno “sforzo collettivo volto a fare in modo che questo sia il secolo dell’Europa, specialmente dopo l’amministrazione Trump”.