Ecco l’ultimo bollettino del 2017 dell’Antitrust. Guarda chi è sotto la lente istruttoria

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L’Antitrust, accogliendo una serie di segnalazioni del Codacons, ha aperto un formale procedimento contro Eni Gas e Luce Spa per pratica commerciale scorretta relativamente al fenomeno dei maxi-conguagli illegittimi da tempo richiesti dalla società dell’energia agli utenti. Ne dà notizia la stessa Autorità per la concorrenza nel Bollettino diffuso in data odierna.

La  maggior  parte  delle  denunce  rivelano  l’esistenza  di  diverse  criticità  nella  gestione  dei  reclami  da parte di Eni, conseguenti, in particolare, all’invio di fatture di conguaglio di consumi, riferite a periodi pluriennali, di ingente o ingentissimo importo – si legge nel provvedimento dell’Antitrust – In  tali  circostanze  gli  utenti  lamentano,  da  un  lato,  la  difficoltà  di  comprendere  e  verificare  la  fondatezza delle richieste, dall’altro, la mancanza di una pronta risposta ai reclami, a fronte della minaccia della sospensione della fornitura di energia elettrica o gas, in caso di omesso pagamento delle fatture stesse. In  particolare,  alcuni  utenti  hanno  segnalato  di  avere  ricevuto  diffide  di  pagamento  di  fatture  già  saldate  o  basate  su  dati  di  consumo  non  coerenti  con  quelli  rilevati  dal  distributore  al  momento  della sostituzione del contatore.  Altri  utenti  hanno  segnalato  la  reiterata  emissione,  da  parte  di  Eni,  di  fatture  basate  su  stime difformi   dai   dati   reali   di   consumo,   a   causa   del   malfunzionamento   dei   contatori,   o   dell’intelligibilità del dato di lettura o anche delle inevase richieste di sostituzione dei misuratori. In  qualche  caso,  Eni  avrebbe  attribuito  consumi presuntivi, privi  di  riscontri  effettivi,  e  avviato,  pur a fronte delle contestazioni degli utenti, le azioni di recupero crediti. Un  denunciante,  in  particolare,  producendo  tutte  le  fatture  pagate  dagli  anni  2012  al  2017,  ha lamentato la pretesa diffida legale – con minaccia di sospensione – per insolvenza di una fattura di importo esorbitante (superiore a 40.000 euro), “da cui si evince ictu oculi l’errore evidente che ha generato la fattura de quo”, con riferimento a un dato di misura del tutto incoerente con i consumi storici del cliente rilevati nel corso degli ultimi anni.   Risulta,  inoltre,  che  le  fatture  riguardanti  conguagli  pluriennali  di  consumi  hanno  favorito l’insorgere  di  criticità  di  diversa  natura  per  i  consumatori,  specialmente  quando  i  conguagli,  di  importo rilevante, sono riferiti a periodi risalenti ad oltre cinque anni dalla data di emissione delle fatture.

Dalla complessiva documentazione acquisita agli atti risulta, dunque, che la società Eni gas e luce S.p.A. non ha posto in essere tutte le iniziative necessarie ad assicurare un’adeguata gestione delle istanze  dei  consumatori  ed  ha  reiterato  la  pratica  commerciale  scorretta,  sopra  descritta,  già  accertata con la delibera dell’11 maggio 2016 – scrive l’Antitrust – Pertanto,  dalle  evidenze  documentali,  risulta  che  la  pratica  ritenuta  scorretta,  in  violazione  degli  articoli  20,  comma  2,  24  e  25  del  Codice  del  Consumo,  è  stata  nuovamente  diffusa  nei  mesi  successivi alla data di notifica. Ricorrono, in conclusione, i presupposti per l’avvio del procedimento previsto dall’art. 27, comma 12,  del  Codice  del  Consumo,  volto  all’irrogazione  di  una  sanzione  amministrativa  pecuniaria  da 10.000 a 5.000.000 euro”.

Le nostre denunce contro l’odiosa prassi dei maxi-conguagli per consumi presunti, errati o prescritti sono state accolte dall’Antitrust, che grazie ai nostri esposti ha aperto ora un formale procedimento che rischia di portare ad una pesante sanzione nei confronti di Eni, colpevole di non aver saputo gestire i reclami presentati dagli utenti e di non aver riconosciuto i diritti dei consumatori – conclude il Codacons.



FONTE : CONSUMERISMO

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