Enrico Letta sulla legge elettorale alla tedesca non ci sta’

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Ad Enrico Letta non piace il tentativo di intesa tra Pd, Fi e M5s per un sistema elettorale “alla tedesca”.

L’ex premier si e’ lamentato che non offre garanzie sufficienti sia sul fronte della governabilità che su quello della rappresentanza. Peggio della Prima Repubblica, ha detto, Almeno si potevano scegliere i parlamentari.

In più, ha detto, che non si può andare al voto senza dare “nemmeno il tempo a chi non l’ha scritta di leggerla.

In cosa consiste il sistema elettorale “alla tedesca”?

Il sistema elettorale alla tedesca è un sistema misto. Si differenzia da quello tradizionale poiché all’elettore è richiesto di esprimere due voti: uno per la scelta del deputato, un altro per la scelta del partito. Il primo voto è maggioritario e uninominale, viene eletto il candidato con più voti in ognuno dei collegi in cui è diviso il territorio nazionale, anche con la sola maggioranza relativa. Non è necessario raggiungere un minimo di voti. Dal secondo voto, quello riferito al partito, scaturisce la ripartizione dei seggi in parlamento a cui ogni partito ha diritto. Sono esclusi dalla distribuzione i partiti che hanno ricevuto meno del 5% di voti o meno di tre candidati eletti con il primo voto.

Il 5 giugno il testo dovrebbe approdare in aula alla Camera, con un’intesa che supera l’80% e lascia fuori di fatto solo la sinistra. I più ottimisti scommettono su un’approvazione a Montecitorio addirittura prima delle amministrative dell’11 giugno. In vista dell’accelerazione finale verso il voto anticipato.
Che potrebbe essere il 24 settembre, come proposto dai Democratici, o addirittura il 10 come vorrebbero i 5 Stelle, due giorni dopo il decimo anniversario del V-Day e prima del 15 settembre, giorno in cui scattano le pensioni privilegiate di parlamentari.