Gli incendi dolosi sul Vesuvio, un attentato terroristico al simbolo di Napoli e come tali andrebbero trattati.

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Gli incendi dolosi sul Vesuvio, un attentato terroristico al simbolo di Napoli e come tali andrebbero trattati.

Il Vesuvio, il gigante dormiente sul golfo di Napoli, ha subito un attentato terroristico, fiamme e fumo hanno ingoiato chilometri di vegetazione, e oggi si presenta agli occhi di chi lo guarda, come un corpo depredato di pelle e capelli.
Gli incendi sono dolosi, animali cosparsi di benzina e fatti correre con le fiamme addosso per la vegetazione, cani e gatti usati come vittime sacrificali per bruciare tutto, e con tutto discariche abusive, lembi di terra preziosi per lo Stato e forse, la progettualità, e la dignità del Parco Nazionale del Vesuvio per una rinascita legale.
Il simbolo di Napoli è stato ferito, e uomini “buoni” hanno lavorato tutta la notte, per chetare quello che gli uomini “cattivi” hanno causato.
Una guerra, ogni giorno una piccola battaglia da combattere per ripristinare un minimo di normalità, quel minimo che si richiede alle istituzioni che mai come in questi periodi aspri, si mostrano impotenti e forse, colluse, nel silenzio omertoso e nella incapacità di salvaguardare territorio e persone.
Il Parco del Vesuvio non ha mai brillato per gestione, anzi, immondizia e discariche nocive, erano deposito naturale per uomini schifosi, vigliacchi, che come bestie notturne depositavano il peggio delle produzioni inquinanti, pagando chi senza scrupolo riversa sul manto del Vesuvio le sostanze più nocive, tra copertoni, scarti di pellame e altre schifezze, e ci sono documenti filmati allo scopo.
Ieri tutto è andato in fiamme, insieme alle gole di chi ha dovuto respirare fumo e rabbia nociva per tutta la notte, compreso il sottoscritto.
Che schifo di amministratori abbiamo, tutti, dai sindaci dei comuni vesuviani, alla prefettura, e agli abitanti spesso omertosi. Siamo tutti colpevoli, ma oggi c’è il sole, e il solito mare inquinato di Napoli, dove si sguazza dentro, tra merda e discariche dei ristoranti, e anche noi scarichiamo il peggio dei nostri comportamenti.
I Droni, i satelliti, la Guardia Forestale, i custodi del Parco, i cittadini, i Politici, che sono sempre in TV e mai tra la gente, ma chi deve salvare questo Paese e le sue bellezze? Chi lo deve fare, se dopo ogni tragedia, un ministro parla e tutto dopo tace?
Per adesso salviamo le Banche, i vitalizi, e la mafia che spinge e tira calci, noi cittadini, tra buoni e cattivi, possiamo morire bruciati, seppelliti da macerie di palazzi fradici, sotto cavalcavia di sabbia, in treni che ti piombano addosso, sparati tra le strade di stese improvvise, e con la fame dentro e fuori, e magari, se potessero, ci cospargerebbero di benzina per farci correre come cani e gatti bruciati vivi, tra le fiamme come ieri, sperando che nulla resti di altri scandali vergognosi, come dividersi miliardi di appalti da Consip ed Expo, e il primo giornalista che fiata, farà una brutta fine, lui, e tutta la sua famiglia! E baciamo le mani.

Bruno Fusco