Il patronato INCA-CGIL di Zurigo si ricicla

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Il caso del patronato INCA di Zurigo era noto da tempo e risale al lontano 2009 quando il direttore del patronato Inca-Cgil Antonio Giacchetta ha iniziato a sifonare sul conto del patronato i risparmi dei pensionati italiani che si erano rivolti all’INCA per le pratiche di ottenimento della loro pensione INPS. Dal conto del patronato i soldi sono poi finiti in mano al Giacchetta e poi scomparsi nel nulla.

Secondo il presidente del Comitato difesa delle famiglie  truffate, Marco Tommasini, in totale le vittime sarebbero 480, per un totale di 37 milioni di franchi. Tra i pensionati c’è chi ha perso 100mila franchi, ma per altri la perdita è arrivata sino a 370mila.

Al termine del processo intentato dai truffati, il tribunale svizzero ha ingiunto al sindacato italiano di risarcire le vittime. Ma questi indennizzi non sono mai giunti perchè l’Inca-Cgil  di Zurigo dichiara fallimento e, nell’autunno del 2014, riapre un nuovo ufficio col nome di: “Patronati insieme”. Dopo tanti sforzi per farsi notare dai media italiani, Tommasini denuncia questa truffa all’interno di una truffa nel programma di Canale 5 “Le Iene”. Il servizio spiega passo per passo come il Giacchetta sia riuscito nella a truffare i pensionati Italiani, anche se non si riesce a capire dove sia finito il malloppo.

Di questo caso si è anche interessato Matteo Preabianca, membro del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero), mentre toccherà alla commissione senatoriale per gli Italiani all’estero convocare il segretario confederale Susanna Camusso, e capire come riformare quei Patronati italiani che forniscono servizi per i cittadini residenti all’estero. Infatti la complessa burocrazia Italiana costringe spesso gli Italiani all’Estero ad utilizzare questi intermediari per il disbrigo di pratiche come la richiesta di pensione italiana. Sarebbe il caso che almeno l’INPS si impegnasse a rendere la vita più facile agli Italiani all’estero.