INPS, l’Istituto nazionale della previdenza sociale … Honi soit qui mal y pense!

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INPS, l’Istituto nazionale della previdenza sociale … Honi soit qui mal y pense!

Nel resoconto della seduta n.923 del 09/01/2018 si trova l’ Interrogazione Parlamentare 4-08901 del Sen. Lucio Malan rivolta ai Ministri del Lavoro e a quello degli Affari Esteri.

Il Senatore avvisa che in prossimità delle elezioni politiche del 4 marzo 2018, l’INPS si appresterebbe ad inviare ai cittadini italiani residenti all’ estero delle lettere di invito di iscrizione ai patronati locali e chiede di sapere se i Ministri ne siano a conoscenza e se non ritengano di evitare tale iniziativa. Ne rileva l’inopportunità per la contemporanea attività di campagna elettorale nei medesimi luoghi.

Ci chiediamo che interesse possa avere l’INPS sull’esito delle elezioni e come potranno i patronati casomai influenzarne l’esito ?

Come stanno le casse dell’INPS lo dice l’articolo apparso sull’Espresso il 27 dicembre 2017 col titolo “Le pensioni dei manager le pagano operai e precari: come stanno davvero le casse dell’Inps”[1]. Si legge che nel 2017 il patrimonio dell’Inps chiuderà in passivo di meno 7,9 miliardi di euro e toccherà allo Stato dare una mano. La Commissione Europea reputa il nostro Istituto di Previdenza Sociale quel messo peggiore di tutti.

Altro fatto utile per valutare l’INPS è raccontato dalla televisione svizzero francese andato in onda il 26 maggio 2011 con il documentario intitolato “Racket à l’ italienne” [2]. Gli italiani emigrati in Svizzera, raggiunti l’età di pensione con il supporto dei patronati, avevano convertito la pensione svizzera in quella italiana trasferendo all’Inps i contributi in base alla convenzione bilaterale Italia-Svizzera. Una volta in Italia, hanno avuto la sorpresa che la cifra della rendita mensile veniva decurtata di due terzi rispetto a quella calcolata dal patronato. Nel documentario si parla di un coinvolgimento di 222.000 connazionali. Altri fonti arrivano a calcolarne fino a 500.000 posizioni. Con questa spassionata operazione, sconosciuta ai più e praticata sulle pensioni di centinaia di migliaia di ex emigrati in Svizzera tra gli anni ’80 fino al 2003, si sarebbero estorte a danno dei connazionali decine di miliardi di Euro[3].

La risposta del Ministero del Lavoro e’ stata che “tutto è stato calcolato regolarmente ed i reclami sono infondati”. Nel 2007 il governo di Romano Prodi cancella infine con la legge finanziaria ogni recriminazione. I cittadini sono stati condannati al dimenticatoio e alla miseria.

Arriviamo agli Enti di Patronato che costituiscono una delle più fitte reti di raggruppamento di cittadini italiani all’estero. Hanno il monopolio all’estero delle pratiche con gli enti previdenziali e sono vincolati ai Sindacati e, di conseguenza, ai Partiti. Che facciano propaganda per propri candidati e agiscano da collettori di schede elettorali, è conosciuto dopo che ne hanno parlato vari giornali e programmi televisivi. Indicativo che di tutti i Parlamentari uscenti della Circoscrizione Estero ben la metà sono o sono stati funzionari, leggi stipendiati, di Patronato. In Europa la percentuale è ancora più alta.

Nella nostra storia del racket à l’italienne, i parlamentari non sono intervenuti seguendo fedelmente le direttive delle segreterie nazionali del Partito. Forse questi onorevoli, ex dipendenti dei patronati, si sono sentiti in dovere di saldare il debito contratto in campagna elettorale. Alla faccia dei diritti acquisiti e della correttezza istituzionale.

Non sono mancati altri scandali e ruberie attorno ai patronati. Proprio a causa di queste truffe all’estero, è stata istituita una commissione d’inchiesta al Senato la cui Presidenza, non c’è da dirlo, è andata al PD nella persona del senatore Micheloni il quale, a conclusione dei lavori, ha sostenuto di aver raccolto pesanti prove e importanti documenti da affidare alla Procura della Repubblica di Roma. L’aveva dichiarato a marzo 2016 ma stiamo ancora aspettando la consegna.

Ritorniamo all’INPS. Nelle precedenti elezioni politiche del 2013, l’INPS aveva inviato ad ogni pensionato una lettera. “Gentile signore/a, non ci risulta ancora pervenuto il suo modello Red relativo ai redditi del 2010. La invitiamo a trasmetterlo entro il 28 febbraio altrimenti sarà disposta la revoca delle prestazioni collegate al reddito, con conseguente recupero delle somme erogate fino ad oggi” chiudendo con “Potrà rivolgersi ad un Ente di Patronato riconosciuto dalla legge che le presterà assistenza gratuita per la compilazione dei moduli e potrà inoltrare la sua domanda di ricostituzione ai nostri uffici”. I connazionali anziani all’estero avevano praticamente preso d’assalto le sedi dei patronati altrimenti perdevano la pensione. Uno potrebbe anche pensare male e vederla come un regalo promozionale per il PD.

Possiamo essere fiduciosi che la suddetta interrogazione parlamentare possa garantire che i vertici INPS, si riguarderanno questa volta da qualsiasi attività o programmi come successo nel 2013 ?

Su questa domanda non lascia tranquilli la comunicazione di questi giorni da parte dell’INPS. I pagamenti pensionistici di gennaio 2018 sono imminenti. L’istituto sta per chiudere la prima fase della campagna di Esistenza in Vita 2017 che, iniziata il 1° settembre 2017, terminerà il 5 gennaio per i pensionati residenti in Europa Occidentale (con esclusione dei Paesi nordici), Africa e Oceania. Nel primo trimestre del nuovo anno, inizierà la campagna che coinvolgerà i pensionati italiani residenti nelle altre aree geografiche…[4]

[1] http://espresso.repubblica.it/affari/2017/12/19/news/le-pensioni-dei-manager-le-pagano-operai-e-precari-ecco-come-stanno-le-casse-dell-inps-1.316281

[2] http://pages.rts.ch/emissions/temps-present/international/3078040-avs-racket-a-l-italienne.html?anchor=3169611#3169611

[3] http://www.filef.net/2017/04/15/8844-furto-del-secolo-miliardi-di-euro-sottratti-a-200-000-pensionati-ex-emigrati/

[4] http://www.aise.it/previdenza-e-lavoro/pensioni-allestero-domani-il-pagamento-di-gennaio-2018/103426/1