La stampa Italiana? Un cane ammaestrato

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Handcuffed to her computer: very demanding job or censorship

L’omertà è quella cosa che uccide la verità.

La Stampa, giornale di Torino, proprietà, John Elkann (Fiat Chrysler Automobiles) che paga le tasse all’estero, ma borseggia in Italia, scrive cose da tanti anni, ma non ha mia intuito che la ‘ndrangheta si stava mangiando il nord, come non ha mai intuito che FIAT avrebbe preso i soldi e sarebbe scappata all’estero, e le goliardate cocainomani di Lapo, e dello zio defunto.
Oggi vedono tante cose belle, Molinari, il direttore, vede le stelle e solo quelle, come causa di tutti i mali di questo Paese, e si diletta con il gruppo Bilderberg a giocare a golf…, che giornalisti quelli della Stampa, hanno sempre un culo nuovo da ossequiare, e qualche parola da omettere per gli amici.
Anche La Repubblica, di quel De Benedetti, pregiudicato e condannato per omicidio colposo e lesioni per amianto all’Olivetti, e si parla di morti e non di noccioline, padrone incontrastato di molte lingue del giornalismo omertoso, e del PD del Montepaschi Di Siena, a cui deve 600 milioni di euro!!! Giornale diretto da Calabresi, figlio di un commissario per bene, ma poco attento ai pregiudicati in parlamento del PD, e dei debiti del suo padrone, come tutti quelli che scrivono su quella carta igienica, servi di pregiudicati, ma guai a parlarne, altrimenti Formigli si arrabbia con Di Battista, e anche Giannini fa una faccia strana…, come quelle facce di…Mediaset, servi dell’altro pregiudicato, picciotti impauriti dall’ascesa delle stelle, e quindi giù a scrivere merda, uguali alle minacce che ti arrivano nella cassetta della posta: “noi ci siamo e vi guardiamo, attenti che abbiamo l’informazione italiana dalla nostra parte, e sapete di che parliamo!”
Altri volti meno noti, azzardano linguacce contro le stelle, sempre servi di pregiudicati, in Italia molti editori hanno la fedina penale sporca, figuriamoci se non hanno paura del Movimento Cinque Stelle.
Il Sole 24 ore, organo di Confindustria, che emana sentenze sull’andamento del Paese, non si era accorto che aveva un direttore, Roberto Napolitano, che gonfiava, oltre alla sua tasca, anche i risultati economici del giornale digitale, pompando i ricavi e gli abbonamenti, indagato per false comunicazioni sociali, lui e altri manager, questi manager che bravi, è stato severamente punito dai vertici editoriali, con una buona uscita di settecentomila euro!!! E non lo fare più!
Poi abbiamo vette di giornalismo pietoso, sappiamo di Minzolini, il mago delle carte di credito, sappiamo di Vespa, con abuso edilizio a Ponza, nella sua villa…, e siamo in tema caldo, condannato con dieci giorni di reclusione, tramutati in patteggiamento…, ha pagato, chi può pagare, può fare ancora il giornalista in Rai e l’abusivo!
Nosferatu, il direttore de “Il Giornale”, pregiudicato famoso, salvato e graziato da Giorgio Napolitano, emerito…, di che, boh! Napolitano che grande sciagura per questo Paese!
Giorgio Mulè, direttore di Panorama, gruppo Mondadori, siamo sempre lì, altro pregiudicato.
Insomma, il più pulito tiene la rogna, ma grattarsi in pubblico è impossibile, meglio sputare sulle stelle, e poi ci grattiamo di nascosto, mentre il popolo si indigna.
L’informazione italiana è un cane da guardia che non morde, è diventato cieco e sordo, vecchio e troppo ammaestrato dal padrone, e confonde i ladri per amici, un po’ come succede nei cartoni animati, dove il cane aiuta i criminali a svaligiare la casa, e agli italiani la coscienza, la dignità, e soprattutto, la verità!