LA TRAGEDIA DELLE SPOSE BAMBINE

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Nada Al Ahdal aveva solo 11 anni quando una mattina fece un lungo sospiro e fuggì di casa. I suoi genitori avevano deciso di maritarla ad un loro amico. ” Ma come si può fare una cosa del genere ad un bambino? Che genitori sono i miei e quelli di tante bambine come me? Sono dei mostri e non ne ho nessun rimpianto”.
Nada ora è al sicuro, lontana dallo Yemen natio. Gioca, sorride e studia come è normale per una bambina della sua età.
” Mia cugina, appena un pò più grande di me, ha vissuto per un anno con suo marito…Un uomo tanto più grande di lei. Era disperata, non c la faceva più a sopportare tutto quello schifo. E così un giorno ha preso una tanica di benzina, se l’è versata addosso e si è data fuoco. Alcune mie amichette pur di non sposarsi con chi aveva deciso la loro famiglia e così smettere di studiare e giocare hanno preferito affogarsi in mare. Qui da noi è morta la speranza”.
Quella delle spose bambine è una tragedia che affligge ancora oggi l’esistenza di milioni di ragazzine nel nostro mondo. In Iraq, in questi giorni, si discute una legge che potrebbe permettere il matrimonio con minori, anche bambini, abrogando quella precedente che lo vietava.Un’usanza assurda e crudele che resiste in tante aree arretrate del pianeta. E poco importa che siano paesi islamici o meno. Dio o Allah c’entrano molto poco. Lo strapotere degli uomini, la loro idea delle donne come merci e strumenti passivi di piacere, quella si e tanto.
In quel di Padova questo orrore sembra essersi replicato a casa nostra. Una bimba pakistana di nove anni sarebbe in ospedale con un’orrenda emorragia provocatale dallo stupro ad opera del promesso sposo di trenta anni più grande.
Inutile gridare allo scandalo o puntare il dito contro l’islam. Se non liberiamo il mondo dalla miseria e dall’arretratezza queste storie non avranno fine. Se non sapremo far lotta culturale, sventolare credibilmente i diritti dei minori e delle donne, quindi facendo i conti con le nostre quotidiane violazioni a tal proposito, non cambierà niente.
Certo è che certe cose, in casa nostra, non possiamo permetterle. Sono crimini e come tali vanno trattati, senza se e senza ma.

Silvestro Montanaro