Legislatura alla fine e banche in difficoltà!

    La legislatura è ormai alla fine. Le banche sono in difficoltà e per alcune di loro è ormai imminente il redde rationem, che implica la tosatura su vasta scala di azionisti, obbligazionisti e depositati sopra 100 mila euro. E' il caso delle due venete.

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    Nessun uomo politico può permettersi di sostenere un’ipotesi del genere, che darebbe inizio alle danze (e che danze). Per il semplice motivo che una decisione del genere implicherebbe la distruzione del consenso elettorale e sarebbe una scelta suicida, dato che tra meno di un anno si vota. Inoltre, la tosatura su larga scala dei risparmiatori amplificherebbe il rischio di consegnare il paese a forze anti sistema. Cosa che anche la Ue vuole evitare.

    Dicevamo delle banche venete e del redde rationem. Il governo italiano ( e quindi il Pd) non può permettersi il bail-in delle venete. Punta i piedi con la Ue. Le trattative degenerano e il governo è pronto alla nazionalizzazione. Ma la nazionalizzazione implica la completa distruzione dell’unione bancaria, oltre alla violazione delle normative sugli aiuti di stato. Le trattative riprendono. Con affanno, ma riprendono.

    Si cerca un banca credibile e strategica per mettere insieme un’operazione alternativa, che possa salvare le sorti dell’unione bancaria, la faccia del governo, del Pd (cosa impossibile, diciamo, ma tentano) e anche il risultato delle prossime politiche.

    Viene fuori il nome di Intesa e si studia un piano alternativo alla risoluzione. Molto più costoso per i contribuenti italiani e che espone l’italia alla violazione delle regole sugli aiuti di stato. Ma almeno cerca di rimediare alla distruzione dell’unione bancaria che altrimenti innescherebbe un duro colpo alla convergenza (potete ridere) dei paesi dell’eurozona. Si sceglie la liquidazione coatta delle venete.

    Risultato:
    L’unione è salva (almeno apparentemente) e il maggior onere a carico dei contribuenti è lo scotto che l’Italia deve pagare per aver voluto evitare il bail-in (e quindi la tosatura anche di obbligazionisti ordinari e depositanti sopra i 100k) che avrebbe implicato anche la distruzione del PD.

    Sugli aiuti di stato (a Intesa) si vedrà in avanti. In ultimo, il governo italiano ottiene un altro risultato importante: la questiona bancaria italiana rimarrà confinata all’interno dei confini italici. Il che implica che gli stranieri non potranno conoscere realmente lo stato delle banche italiane e scoperchiarne il vaso di Pandora. A breve partirà l’indicibile propaganda del Pd, che con la solita retorica priva di significato dirà che quella praticata è stata la migliore soluzione possibile e bla bla bla, cià cià cià.

    Ps: Non è detto che sia realistico quanto scritto , ma di certo non è infondato.