M5S non vuole abolire il voto estero!

Laura Garavini del Partito Democratico non perde mai l'occasione di far prendere aria alla bocca e fare la sua ennesima pessima figura. Ovviamente sempre aiutata dai megafoni del sistema, il giornale di partito, La Repubblica che riporta in un articolo di oggi : "L'abolizione dell'attuale voto per corrispondenza, significherebbe una partecipazione irrisoria dei nostri connazionali all'estero" ha attaccato Laura Garavini, deputata dei dem, eletta nella sezione Europa, al margine del convegno organizzato nei giorni scorsi "Il Pd per gli italiani all'estero". Ovviamente tutto inventato!

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Laura Garavini - PD - Facebook

Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da tutto il mondo per un articolo scritto in maniera fuorviante da La Repubblica, dove viene riportata in maniera parziale quello che e’ un emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle alla proposta di legge elettorale anche chiamata Rosatellum 2.0, sostanzialmente nell’articolo si sostiene o meglio si descrive in maniera sofisticata che M5S in sostanza vuole levare il voto agli Italiani all’Estero. Questa notizia e’ totalmente falsa e riportiamo qui entrambe le fonti:

Proposta emendativa 3.018. in I Commissione in sede referente riferita al C. 2352

E qui lo stralcio dall’articolo di La Repubblica:

La discussione sul Rosatellum bis, dopo la pausa del fine settimana, riprende oggi in commissione Affari costituzionali alla Camera e, dei 321 emendamenti depositati, uno è rivolto proprio agli Italiani residenti fuori dai confini nazionali. A presentarlo è stato il Movimento 5 stelle. L’obiettivo è quello di abolire il voto per corrispondenza, che di fatto è la modalità attraverso cui si partecipa alle elezioni fuori dall’Italia. Seggi aperti invece in ambasciate e consolati per gli studenti e i cittadini temporaneamente espatriati.

Il voto all’estero, introdotto nel 2001 dalla legge Tremaglia con modifica del testo costituzionale, riguarda un elettorato di oltre 4 milioni di persone e un bottino di 18 seggi, 12 alla Camera e 6 al Senato.

Il Movimento 5 Stelle ha presentato quell’emendamento per conto di Di Battista, Dieni, Cecconi, Dadone, Cozzolino, Toninelli D’Ambrosio Voto cittadini italiani temporaneamente domiciliati all’estero per la Camera dei Deputati e per il Senato della Repubblica. Modalità: voto presso uffici consolari con le stesse modalità nostre; spedizione della busta in Italia (abolito il voto per corrispondenza attuale).

Di seguito il testo completo:

Proposta emendativa pubblicata nel Bollettino delle Giunte e Commissioni del 03/06/2017  [ apri 3.018.

  Dopo l’articolo 3 inserire il seguente:

Art. 3-bis.

  1. Dopo l’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957 e successive modificazioni, sono inseriti i seguenti:

«Art. 53-bis.

  1. I cittadini italiani domiciliati temporaneamente all’estero votano dall’estero, per l’elezione della Camera dei deputati, previa opzione da esercitare per ogni votazione e valida limitatamente ad essa.
2. Ai fini della presente legge sono cittadini italiani domiciliati temporaneamente all’estero gli elettori che si trovano all’estero per un periodo compreso tra uno e dodici mesi nonché i loro familiari conviventi.
3. L’opzione di cui al comma 1 viene esercitata mediante l’invio di apposita domanda, a mezzo posta elettronica, al comune della sezione elettorale in cui gli elettori sono iscritti, a partire dal giorno della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto di convocazione dei comizi elettorali e fino ai trenta giorni precedenti la data stabilita per le votazioni in Italia.
4. Alla domanda sono allegati, oltre ad un valido documento d’identità, la documentazione attestante la temporaneità del domicilio all’estero nonché la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in ordine allo stato di familiare convivente.
5. Il comune che ha ricevuto le domande di cui al comma 1, verificato che nulla osta al godimento dell’elettorato attivo, trasmette per via telematica al Ministero dell’interno, non appena possibile e comunque entro i 2 giorni successivi alla scadenza del termine stabilito al comma 1, i nominativi degli elettori che hanno esercitato l’opzione per il voto all’estero di cui al comma 1. Agli aventi diritto al voto il comune trasmette, per via telematica, attestazione che nulla osta al godimento dell’elettorato attivo o, viceversa, comunicazione della presenza di cause ostative al godimento dell’elettorato attivo.
6. La direzione centrale per i servizi elettorali del Ministero dell’interno provvede alla formazione, conservazione e revisione, relativamente ad ogni votazione, del registro elettorale degli aventi diritto domiciliati temporaneamente all’estero e lo trasmette, per via telematica, al Ministero degli affari esteri entro il ventiseiesimo giorno precedente la data delle elezioni in Italia.
7. Il Ministero dell’interno trasmette per via telematica al Ministero degli affari esteri le liste dei candidati e i modelli delle schede elettorali non più tardi del ventiseiesimo giorno antecedente la data delle votazioni.
8. Sulla base delle istruzioni fornite dal Ministero degli affari esteri, le rappresentanze diplomatiche e consolari preposte dallo stesso Ministero provvedono alla stampa del materiale elettorale consistente in un plico che contiene il certificato elettorale, la scheda elettorale e la relativa busta affrancata indirizzata al seggio della circoscrizione elettorale del comune di appartenenza, nonché un foglio con le indicazioni delle modalità per l’espressione del voto e le liste dei candidati.

Art. 53-ter.

  1. Gli elettori di cui all’articolo 53-bis votano con le modalità di cui al presente articolo.
2. Gli uffici consolari predispongono, nella sede diplomatica o consolare, uno spazio apposito dove l’elettore possa esprimere il voto e comporre il plico di cui al precedente articolo. In ogni rappresentanza diplomatica o consolare viene individuato il responsabile del corretto svolgimento delle operazioni di cui alla presente legge, nel funzionario più elevato in grado della carriera diplomatica in servizio presso la rappresentanza, immediatamente successivo in grado al capo della rappresentanza stessa.
3. Le schede e le buste che le contengono non devono recare alcun segno di riconoscimento ed un plico non può contenere i documenti elettorali di più di un elettore.
4. Gli elettori si presentano nella sede diplomatica o consolare muniti di documento di riconoscimento, tra il quattordicesimo ed il dodicesimo giorno precedente la data stabilita per le votazioni in Italia. I responsabili degli uffici consolati, prima di consegnare il plico all’elettore, ne verificano l’identità confrontando il documento di riconoscimento con il certificato elettorale contenuto nel plico e quindi accertano che il nominativo dell’elettore sia incluso nell’elenco previsto dal comma 6 dell’articolo 53-bis; in tali ipotesi appongono apposito visto sul tagliando del certificato elettorale.
5. Una volta espresso il proprio voto sulla scheda elettorale, l’elettore introduce nell’apposita busta la scheda o le schede elettorali, sigilla la busta, la introduce nella busta esterna, unitamente al tagliando staccato dal certificato elettorale, comprovante l’esercizio del diritto di voto, e la consegna all’ufficio consolare, che la inserisce nell’apposita urna sigillata.
6. I responsabili degli uffici consolari inviano all’ufficio centrale per la circoscrizione Estero, non oltre il sesto giorno precedente la data stabilita per le votazioni in Italia, con una spedizione unica, per via aerea e con valigia diplomatica, le buste consegnate ai sensi del comma 5.
7. L’ufficio centrale per la circoscrizione Estero il giorno della ricezione delle buste spedite ai sensi del comma 6, invia le buste degli elettori che hanno esercitato l’opzione di cui all’articolo 53-bis, ai rispettivi seggi della circoscrizione elettorale del comune di appartenenza dell’elettore sul territorio nazionale, che avranno il compito di provvedere alle operazioni di spoglio e di scrutinio dei voti ai sensi della presente legge.».

2. Per l’elezione del Senato della Repubblica si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 53-bis e 53-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del 1957, come introdotti dalla presente legge.