Nube radioattiva sull’Europa, tracce anche in Italia

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Il 9 novembre scorso l’istituto francese per la sicurezza nucleare (IRSN,) aveva individuato una nuvola radiottiva sull’Europa di provenienza sconosciuta. Una nube di rutenio-106 che era stata osservata tra l’Italia settentrionale e buona parte del resto d’Europa. La sorgente della nube radioattiva corrisponde all’impianto di Mayak, nella regione di Chelyabinsk, una delle zone più contaminate del nostro Pianeta, a sud degli Urali.

La concentrazione di rutenio-106 è stata minima, soltanto di alcuni microbecquerel per metro cubo, ovvero milioni di volte sotto il livello di rischio. In Italia e nei paesi confinanti i suoi effetti sono del tutto trascurabili.

Il rutenio-106 tende dapprima a disperdersi nell’aria e in seguito si deposita al suolo.
La sua azione radioattiva può presentare quindi dei pericoli di contaminazione soltanto sui prodotti alimentari ed entro un raggio non superiore ad una ventina di chilometri dalla sorgente.

Il dipartimento di Sicurezza Nucleare dell’Enea, spiega che il rutenio-106 viene prodotto nei reattori nucleari e poi processato per essere usato in medicina, contro i tumori dell’occhio. Probabilmente il rilascio è avvenuto in questa fase di lavorazione.