Oggi, 17 novembre 2017, per me la bellezza dell’Italia ha il volto di Ninni Cassarà.

0
189

Oggi non volevo scrivere un solo rigo sulla mafia, né sulle vittime, né tantomeno sui carnefici, perché in questo Paese di certe cose o non si parla proprio oppure se ne parla tantissimo ma solo per un paio di giorni l’anno.
Adesso ho cambiato idea, mi piacerebbe cogliere l’occasione per scrivere di una persona bella, ma molto bella, di cui decisamente non si parla mai abbastanza: Antonino Cassarà, detto “Ninni”.
Ninni Cassarà è un poliziotto, o meglio lo è stato fino al 6 agosto 1985, quando nove uomini armati di kalashnikov lo hanno massacrato davanti al portone di casa, sotto gli occhi della moglie e della figlia di due anni. Insieme a lui perse la vita l’agente di scorta Roberto Antiochia, cercando di fargli da scudo col proprio corpo.
Ninni Cassarà aveva 38 anni, Roberto Antiochia ne aveva 23.
A volte, quando non riesco a prendere sonno, infilo le cuffie e riguardo il Maxiprocesso di Palermo, in particolare il confronto tra il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta e Pippo Calò, un dialogo da brividi, a tratti anche grottesco, ma che mi affascina.
Poi riguardo l’ultima intervista a Paolo Borsellino e riascolto i suoi discorsi in pubblico, un oratore raffinato. Rivedo il funerale di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, e rivedo l’appello disperato della vedova Schifani. Caduto nel vuoto allora e, dal 1992 a oggi, ancora in caduta libera. Su Ninni Cassarà si riesce a trovare molto poco, un paio di documentari e le ricostruzioni della sua (orrenda) morte nelle fiction televisive, alcune fedeli alla realtà altre un po’ meno.
Ninni Cassarà era un bravo poliziotto, onesto, incorruttibile, ostinato, era una BELLA persona. Una di quelle persone che mi fanno sentire orgogliosa di essere italiana, e che rivendico come compatrioti quando sento associare il mio Paese al malcostume. Perché se so di non poter negare a me stessa il fatto che l’Italia sia anche malcostume, troppo malcostume, dall’altra parte ho bisogno di ricordare costantemente che l’Italia è stata anche Ninni Cassarà, e potrebbe tornare ad esserlo in qualsiasi momento, se noi lo permettessimo.
Onestà e integrità morale non possono rimanere concetti astratti ma devono tornare ad avere un volto nella nostra testa, o si perderanno.
Oggi, 17 novembre 2017, per me la bellezza dell’Italia ha il volto di Ninni Cassarà.


Eleonora Paloschi