Piddini e berlusconiani ci riprovano con un’oscena legge truffa elettorale!

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    In Italia i piddini e i berlusconiani ci riprovano con un’oscena legge truffa elettorale; negli Stati Uniti i repubblicani ci riprovano con un’oscena legge truffa sulla sanità.

    I loro precedenti tentativi, peraltro molto recenti, sono falliti, anche perché i sondaggi rivelavano una chiara opposizione popolare. Ma ci riprovano lo stesso.

    Come mai? Perché se perdono non rischiano nulla; ricevessero pure una batosta, niente nella loro vita cambierebbe e oggi la gente dimentica in fretta, aiutata dai media, che solo a quello servono, a far dimenticare. Per cui, passato qualche mese, tenterebbero di nuovo. Mentre se una volta o l’altra vincessero, ah, se vincessero verrebbero immediatamente e lautamente ricompensati dalle multinazionali; e il cambiamento da loro imposto non lo si metterebbe in discussione per almeno un paio di generazioni.

    È che la sinistra ha perso ogni combattività, è diventata il partito della moderazione, degli accomodamenti e dell’ecumenismo, del centrismo cercato a ogni costo, dell’altra guancia offerta dopo ogni schiaffo se non prima. Anche quando (raramente) prevale, non ne approfitta; ha timore di esagerare. Intenzionalmente si rifiuta di fare paura. Proprio si è scordata ciò che per un secolo è stato ovvio ai movimenti di lotta e resistenza; che i ricchi e i potenti cedono solo quando si sentono minacciati, quando cominciano a temere che non rinunciando volontariamente a qualcosa gli verrebbe tolto molto di più a forza.

    Le grandi conquiste sociali e civili degli anni cinquanta, sessanta e settanta furono ottenute solo perché i comunisti mangiavano i bambini e solo perché si aggirava ancora nel mondo il fantasma della rivoluzione. Non importa che in realtà fosse improbabile; bastava che fosse possibile. I ricchi e i potenti sono dei vigliacchi: fanno i gradassi solo quando si sentono assolutamente al sicuro e in quegli anni non lo erano. Occorre fare in modo che tornino a non esserlo.