Rosatellum bis: Passa la legge elettorale fatta a misura su Verdini e Alfano con la complicita’ di Renzi , Berlusconi e Salvini.

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La Camera di Montecitorio approva a scrutinio segreto il “Rosatellum bis”con 375 voti a favore e 215 contrari.

La maggioranza richiesta era di 296 voti. Hanno votato a favore, salvo la ‘defezione’ di una sessantina di franchi tiratori, Pd, Ap, Forza Italia, Lega, Civici e Innovatori, Psi, Minoranze linguistiche, Udc, Direzione italia, Ala-Scelta civica, Des-centro democratico. Hanno invece votato contro M5S, Mdp, Sinistra italiana, FdI e Alternativa libera.

E’ una legge elettorale con sorpresa. Infatti e’ stato approvato un emendamento che consente anche a chi risiede in Italia di essere eletto extra-confine. Forse serve a Denis per “fuggire” in Sudamerica?

Finalmente è tutto chiaro – scrive il fattoquotidiano – e tutto grazie a un emendamento di poche righe – è firmato dagli alfaniani Maurizio Lupi, Dore Misuraca e Giorgio Lainati – approvato venerdì in commissione Affari costituzionali alla Camera: ora anche Denis Verdini ha il suo pezzo di legge elettorale e potrà essere rieletto, addirittura all’estero. Se non è il trionfo dell’etica pubblica, di sicuro lo è della razionalità: questo Rosatellum bis è stato infatti costruito scientificamente per accontentare ogni singolo contraente del patto (Renzi, Berlusconi, Salvini, Alfano e frattaglie varie). Mancava solo Verdini e ora finalmente ogni pezzo del puzzle è al suo posto: certo, la razionalità è una cosa, la costituzionalità un’altra.

Ora il “Rosatellum bis” passerà all’esame del Senato, dove la maggioranza sarebbe intenzionata a chiedere nuovamente al governo di porre la fiducia, con l’obiettivo di arrivare entro la fine del mese di ottobre, al massimo i primi giorni di novembre, all’ok definitivo.

Il voto è stato accompagnato dalle proteste del M5S. La protesta anche davanti a Montecitorio, con la staffetta oratoria degli eletti pentastellati. A salire sul palco sono stati i senatori, mentre i deputati sono rimasti nell’emiciclo per le votazioni su emendamenti e ordini del giorno.